AI, open source e cultura hacker
Chomsky e il plagio
Avram Noam Chomsky linguista, filosofo e attivista statunitense, oggi 97enne, lo disse in maniera molto chiara sul New York Times nel marzo del 2023, ossia un software per il plagio.
Più precisamente, Chomsky, che lo ricordiamo è docente emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo, non l’ultimo arrivato sul tema insomma, scriveva sul New York Times – 8 marzo 2023:
La mente umana non è, come ChatGPT e i suoi simili, una goffa macchina statistica per il riconoscimento di strutture, che ingurgita centinaia di terabyte di dati ed estrapola la risposta più plausibile per una conversazione o la più probabile per una domanda scientifica.
Al contrario… la mente umana è un sistema sorprendentemente efficiente ed elegante che opera con una quantità limitata di informazioni. Essa non cerca di inferire correlazioni brute da dati ma cerca di creare spiegazioni. […]
Smettiamo di presentarla come “Intelligenza Artificiale” e chiamiamolo per quello che è “software per il plagio”. Non crea alcunché, copia lavori esistenti da artisti esistenti e cambia a sufficienza per sfuggire alle leggi del copyright.
È il più grande furto di proprietà mai avvenuto dopo le terre dei nativi americani da parte dei coloni europei.
Da qui partiamo per correlare ciò che oggi, a distanza di 2 anni dalle dichiarazioni di Chomsky, è l’intelligenza artificiale con l’open source e la cultura hacker a noi molto cara.
In che modo AI e open source sono connesse
Questa correlazione a dire il vero è abbastanza semplice. Il software Open Source (sorgente aperta) è quel software, come Linux (a differenza di Windows), LibreOffice o OpenOffice (a differenza di Microsoft 365 per esempio) e altri, che hanno il codice sorgente aperto, cioè liberamente scaricabile e modificabile a piacimento.
Appreso che l’Intelligenza Artificiale è stata, e continua ad esserlo, istruita e allenata da ogni scritto, disegnato, fotografato e/o detto (e quant’altro) liberamente consultabile, si capisce come la necessità di apertura e libera circolazione delle nozioni, dati e informazioni costituiscano il “cibo” fondamentale su cui si basa l’onniscienza dell’AI.
Di Windows, come di altri software o scritti protetti, magari conosce le basi e ne può dedurre le correlazioni interne, ma non le può copiare (quindi diffondere) per replicarle o sfruttarle.
Ecco come Intelligenza Artificiale è connessa a ciò che è liberamente consultabile e quindi Open Source.
AI e cultura hacker
L’Open Source è da sempre il terreno di allenamento e habitat ideale degli informatici più curiosi. I tanto bistrattati pirati informatici, quelli etici, come in realtà si chiamano gli “hacker” buoni, non sono altro che degli instancabili ricercatori di soluzioni, falle e occasioni di crescita e sfide personali. Approfondiremo un’altra volta queste caratteristiche, qui ci interessa sottolineare quella filosofia che accomuna questa categoria, che si può sintetizzare in un’affermazione:
“Perchè devo ricreare da zero una cosa che è stata già creata/sviluppata, bene e forse anche meglio di come l’avrei realizzata io? Meglio partire da ciò che esiste e provare magari a migliorarla. Si risparmia tempo e si contribuisce ad un progetto che a sua volta può essere messo a disposizione della community per un ulteriore miglioramento.”
In tutto questo si inserisce l’Intelligenza Artificiale e la rivoluzione a cui stiamo assistendo.
L’AI come vittoria della cultura Hacker
Viene facile dunque fare l’equazione. Ma in estrema sintesi possiamo dire che l’AI non è altro che uno dei prodotti vincenti della cultura Hacker così come l’abbiamo definita. Con buona pace di Chomsky che nella sua pragmaticità aveva comunque ben definito l’AI come semplice Large Language Model.
Oggi sembra non si possa più fare a meno dell’Intelligenza Artificiale e forse, le conseguenze di questa delega in bianco della nostra capacità cognitiva ai vari sistemi AI, le misureremo fra qualche tempo. Rimane però un fatto estremamente positivo che l’AI sta generando, soprattutto nelle diagnosi mediche. Poter risparmiare settimane e forse anche mesi nelle diagnosi di tumori, crediamo essere un passo avanti importantissimo della tecnologia che non deve essere limitato ma incentivato.
Note finali
L’immagine di copertina è stata volutamente creata con chatGPT, con un prompt molto semplice che riprende il ttolo dell’articolo.
L’articolo invece è frutto della cultura, intuizione e dell’imperfezione dell’essere umano, nel bene e nel male.
DPIA e data protection
DPIA: cos’è, quando è obbligatoria e perché non puoi più rimandarla
La protezione dei dati non è (più) solo burocrazia
Negli ultimi anni la protezione dei dati personali è passata dall’essere un adempimento “da spuntare” a un vero tema strategico per aziende, enti pubblici e organizzazioni di ogni dimensione.
Il GDPR ha introdotto strumenti concreti per prevenire i rischi, non solo per reagire alle violazioni. Uno di questi è la DPIA – Data Protection Impact Assessment, ovvero la Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati.
Ma cos’è davvero una DPIA? Quando è obbligatoria? E come si può affrontare senza trasformarla in un incubo burocratico?
ISO Arx: GRC SaaS
ISO Arx è la soluzione completa per la gestione del rischio e la compliance normativa. Nasce per la conformità verso i rischi cyber (ISO 27001 e NIS 2) ma è personalizzabile per qualsiasi normativa o standard.
- Asset Management
- Risk Management
- Document Management System
- Internal Audit
- Training & Awareness
- Incident Management
Inventore della social engineering
Kevin Mitnick: ci lascia l’hacker più famoso e abile del mondo
Con un po’ di tristezza abbiamo appreso della morte di Kevin Mitnick il 20 luglio scorso (2023), dopo la lotta contro un tumore al pancreas. Aveva 59 anni e negli anni ’90 è stato tra i primi hacker che ha sfidato le autorità americane, in un periodo in cui in realtà non esistevano nemmeno le leggi adeguate per descrivere i suoi reati.
Da allora il mondo è veramente cambiato tanto, ma le sue tecniche originalissime hanno determinato la nascita della Social Engineering (ingegneria sociale), tecnica volta più ad ingannare le persone che ad inventare parti di codice malevolo per ingannare i sistemi informatici. L’arte dell’inganno insomma, fingendosi una volta operatore della telefonia, un’altra fattorino o portapizze. Insomma un genio.
Sopranominato il Condor, la sua vita ha ispirato il film Cybertraque diretto da Joe Chappelle nel 2000. Era stato arrestato nel 1995 dall’Fbi, grazie all’aiuto di un altro specialista di sicurezza informatica, il giapponese Tsutomu Shimomura, di cui era riuscito ad hackerare il computer. Incriminato per uso illegale della rete telefonica e frode informatica, Mitnick si dichiarò colpevole e fu condannato a cinque anni di carcere, scontati i quali fondò diverse società specializzate nella sicurezza informatica.
Sicurezza di Internet
L’11 febbraioè l’Internet Safer Day: insieme per un web più sicuro per tutti
L’Internet Safer Day (Safer Internet Day) è un evento annuale istituito e promosso dalla Commissione Europea, che si svolge nel mese di febbraio, con l’obiettivo di sensibilizzare tutti sull’importanza di un utilizzo più sicuro e responsabile di Internet e delle nuove tecnologie.
Nato nel 2004 come iniziativa del progetto SafeBorders, finanziato dalla Commissione Europea, ha visto crescere il numero di реаesi aderenti nel corso degli anni. Oggi è diventato un appuntamento mondiale, celebrato in oltre 170 nazioni, con una attenzione particolare ai bambini e ai giovani, principali utenti della rete, oltrechè i soggetti più vulnerabili.
L’edizione di quest’anno 2025, ha come tema “Together for a better internet” (insieme per un internet migliore) e vuole essere una chiamata all’azione per tutti gli stakeholder: istituzioni, scuole, famiglie, aziende e singoli cittadini, affinché facciano la loro parte per costruire un ambiente digitale più sicuro e inclusivo, soprattutto per le generazioni più giovani.




